Ispirato dall’immagine del Crocifisso di San Damiano, che ebbe un’influenza così profonda su San Francesco d’Assisi, ho cominciato a chiedermi se il Vangelo di Giovanni potesse essere stato scritto avendo come tema centrale il sacerdozio della Nuova Alleanza. Determinato ad approfondire questa idea, mi sono immediatamente rivolto al Vangelo di Giovanni.
Tuttavia, fin dalle prime righe, il Vangelo di Giovanni rimandava direttamente al capitolo 1 della Genesi. Ho quindi attraversato un processo di tentativi ed errori e sono riuscito a ricevere alcuni feedback. Nel farlo, mi sono reso conto che avrebbe potuto valere la pena esaminare con calma lo svolgimento narrativo della Genesi. Ho iniziato a pensare che quella potesse essere la via più breve.
Dio completò tutta la creazione, portò a termine tutta la Sua opera e si riposò il settimo giorno, consacrando quel giorno come santo. Gli esseri umani furono creati per celebrare insieme a Lui quel giorno che Dio aveva consacrato. Lo abbiamo compreso grazie al fatto che Dio si è fatto uomo ed è venuto sulla terra come Gesù Cristo. Inoltre, Gesù ci ha insegnato che Dio è il nostro Padre nei cieli.
È scritto che Gesù, l’unico Figlio di Dio, «A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome» (Giovanni 1:12). Credo che Dio desiderasse celebrare il giorno santificato insieme all’umanità in un rapporto padre-figlio. E Gesù, che «ha dato il potere», ha impartito ai suoi discepoli la formazione specifica necessaria affinché le persone potessero diventare figli di Dio.
Non sappiamo nello specifico quali caratteristiche possedesse l’uomo creato a immagine e somiglianza di Dio, ma poiché Gesù ci ha detto che «Dio è spirito» (Giovanni 4:24), comprendiamo che la somiglianza con Dio conferita all’uomo risiede nel suo spirito. Tuttavia, sospetto che questo sia qualcosa che le persone hanno intuito da molto tempo. D’altra parte, proprio come il tema del libero arbitrio è spesso oggetto di dibattito, è diventato possibile considerare che possa esserci stato un rischio nel dotare gli esseri umani di uno spirito per renderli a immagine e somiglianza di Dio.
Con l’avvento dell’intelligenza artificiale (IA), stiamo sperimentando quel rischio in prima persona. L’IA sta rapidamente superando la conoscenza umana. Soprattutto, ciò che preoccupa le persone è che, mentre l’IA apprende in modo autonomo e fornisce soluzioni a numerosi problemi, giungendo a conclusioni ottimizzate in breve tempo, il percorso attraverso il quale è giunta a tali conclusioni è completamente invisibile agli esseri umani.
Anche in tali circostanze, i prodotti vengono rapidamente commercializzati e messi sul mercato a scopo di lucro, e l’economia globale continua a funzionare su questa base. Molti esperti temono che la società sia diventata simile a un laboratorio pericoloso. Inoltre, persiste la realtà che vi siano persino coloro che abusano di questi risultati per soddisfare i propri interessi e desideri.
Noi che abbiamo accolto Gesù e crediamo nel Suo nome desideriamo, proprio in un contesto del genere, percorrere il cammino per diventare figli di Dio, confidando nel fatto che ci è stato dato il «potere di diventare figli di Dio». Quel cammino deve essere quello tracciato da Gesù, che disse: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me» (Giovanni 14:6). In ogni caso, desidero andare avanti.
Maria K.M.

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