mercoledì 23 settembre 2026

 

Ricordo che, quando lessi per la prima volta la Genesi, rimasi commosso dalla seguente frase del capitolo 2. Davanti ai miei occhi mi apparve improvvisamente un panorama maestoso. Tuttavia, ora quella frase mi spinge a riflettere.

«Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, poi di lì si divideva e formava quattro corsi. Il primo fiume si chiama Pison: esso scorre attorno a tutta la regione di Avìla, dove si trova l'oro e l'oro di quella regione è fino; vi si trova pure la resina odorosa e la pietra d'ònice. Il secondo fiume si chiama Ghicon: esso scorre attorno a tutta la regione d'Etiopia. Il terzo fiume si chiama Tigri: esso scorre a oriente di Assur. Il quarto fiume è l'Eufrate» (Genesi 2,10-14).

Dio, che nel capitolo 1 della Genesi aveva creato l’uomo «a nostra immagine» (v. 26), nel capitolo 2 plasmò l’uomo con polvere del suolo (v. 7), soffiò nelle sue narici un alito di vita (ibid.) e gli conferì la «nostra somiglianza». Come disse in seguito Gesù: «Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità» (Giovanni 4,24), affinché l’uomo, per adorare Dio, potesse vivere in spirito e verità.

Credo che il «Giardino dell’Eden» possa indicare, per noi esseri umani, il ricordo dell’esperienza originaria con Dio. La memoria è sempre un tesoro di conoscenza. Pertanto, ritengo che «un fiume» di cui si dice che «usciva da Eden per irrigare il giardino» sia la conoscenza umana che Dio ha concesso all’uomo in modo adeguato alla sua natura. Poiché essa è collegata anche alla sfera dello spirito che manifesta la «nostra somiglianza», è in grado di irrigare tutta la persona.

Pertanto, ho pensato che i «quattro corsi», di cui si dice che «poi di lì si divideva e formava quattro corsi», indicassero le quattro funzioni che circolano in tutte le sfere del corpo umano, creato a «nostra imagine». Di conseguenza, il primo fiume, il Pison, sembra simboleggiare la funzione riproduttiva, ovvero la capacità di generare discendenza, che è ricchezza, come suggerisce l’espressione «dove si trova l'oro». Ciò è profondamente legato anche agli ormoni che controllano il proprio corpo e la propria mente.

Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza» (Genesi 1,26), e la funzione riproduttiva dell’uomo, che gli permette di generare discendenti in grado di vivere con lo spirito e nella verità insieme al proprio corpo, è degna di essere definita che «dove si trova l'oro».

Come si legge in «l'oro di quella regione è fino» (2,12), in esso era concretamente insita non solo la dignità della vita, presente in tutti gli esseri viventi, ma anche la grazia che garantisce la dignità umana dell’uomo, creato con l'immagine e somiglianza di Dio. Ciò era suggerito dalle parole: «vi si trova pure la resina odorosa e la pietra d'ònice» (ibid.).

Si dice che la resina odorosa fosse una merce di scambio preziosa, paragonabile all’oro. Esso rappresenta il potere. Inoltre, la pietra d'ònice – che compare nell’«Esodo» come una delle gemme che adornavano il pettorale e l’efod indossati dal sacerdote Aronne, e che nell’«Apocalisse di Giovanni» è descritta come una delle pietre angolari delle mura di Gerusalemme – può essere considerata un simbolo di autorità.

Questi doni, collocati nelle funzioni riproduttive dell’essere umano, servono affinché ogni credente, mentre coltiva la forza (il potere) della propria fede che gli consente di vivere la quotidianità in collaborazione con lo Spirito Santo, possa vivere con splendore (autorità) proprio grazie a tale collaborazione.

Si trattava di qualcosa che avrebbe dovuto manifestarsi come un dono conferito a tutti fin dalla nascita. Tuttavia, a un certo punto, per soddisfare bisogni superiori quali il bisogno di appartenenza, il bisogno di riconoscimento e il bisogno di autorealizzazione, ciò si è manifestato come desiderio di dominare e controllare il prossimo, e alcuni hanno persino iniziato a tradurlo in azioni concrete…

Certamente, gli esseri viventi riflettono l’eternità di Dio Onnipotente attraverso la sopravvivenza della specie. Pertanto, possiamo constatare che la funzione riproduttiva, che consente la trasmissione dei geni, insieme alla funzione di mantenimento del proprio corpo fisico, riveste un’importanza pari o addirittura maggiore.

Ma non solo: proprio in questa funzione, in cui la secrezione ormonale è profondamente coinvolta, era stata concessa la grazia che permette all’uomo di prepararsi a rivolgersi a Dio. Il potere e l’autorità non erano un dono per dominare e controllare il prossimo, ma per dominare e controllare se stessi in modo consono, come prossimo dello Spirito Santo.

Vorrei interessarmi maggiormente alla funzione riproduttiva e al comportamento umani e impegnarmi a studiarli meglio. Ho la sensazione che in questo modo si possa chiarire, almeno in parte, il mistero dei «carnefici e delle vittime» che si manifesta quotidianamente in tutto il mondo.

Maria K. M.

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